Il Macro

Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.

Daniel Pennac


L’amore verso la fotografia in me nasce molti anni fa e da sempre mi sono posta la domanda ‘ma quanto di quello che non vediamo a occhio nudo, ci perdiamo in realtร ’. Quindi con il mio obbiettivo macro investigavo il mondo.


Tutto attraverso la mia macchina fotografica diventava un soggetto valido a diventare protagonista.

Delle formiche che fanno su e giรน dal loro formicaio a delle gocce d’acqua che diventano gioielli sopra un filo di erba secca.

I dettagli dei colori e i disegni sulle piume di un pavone, come quelli del dorso di un insetto.

La delicatezza di un ricciolo di erba secca o il dettaglio geometrico di un fiore secco.


Il mondo del macro รจ un mondo infinito, ricco di dettagli che quotidianamente ci perdiamo.

Che solo chi si pone domande sul mondo riesce a vedere, solo chi si butta e scatta immagini puรฒ rivelare.


Io nel mio giardino, in quelle ore passate a scrutarlo, cercavo un senso a tutta la perfezione che la natura ci offriva. Niente di piรน bello e perfetto esiste e noi, che lo abitiamo, dovremmo rispettarlo un po’ di piรน.

A me, il macro ha insegnato ad amare tutto quello che la natura ha da dare, anche se รจ un ragno con otto zampe e otto occhi. Anche se รจ quella cosa che ci spaventa, perchรฉ la realtร  รจ che noi facciamo un bel po’ piรน paura.


ASSENZA

Lโ€™assenza รจ tutto quello in cui manca qualcosa.
Puรฒ essere unโ€™assenza di una persona in un luogo, come di un oggetto.
Ma anche lโ€™assenza di pensiero, qualcosa che non si vede. Quindi lโ€™assenza puรฒ essere fisica e mentale.
Lโ€™assenza puรฒ esserci anche in parte, che si vede ma non del tutto, come se si percepisse ma non si ha la chiarezza della presenza.
Lascia unโ€™impronta anche nelle persone, crea stati dโ€™animo, si puรฒ percepire lโ€™assenza delle cose e delle persone.

Assenza II, 2017

Questo progetto, quindi, vuole far emergere lโ€™importanza del contatto umano, contatto primordiale che tutti noi ricerchiamo. Ma con lโ€™assenza sempre piรน prepotente del corpo che grazie alla tecnologia e lโ€™evoluzione continua inesorabile.
Si cerca appunto, attraverso lโ€™assenza del corpo, di far risaltare il bisogno del contatto fra noi.
La scelta dei luoghi รจ stata pensata in spazi urbani, che sono piรน tesi e freddi. Proprio perchรจ, nelle grandi cittร  si ha sempre meno tempo e spazio per essere sรจ stessi e stare con chi si ama, avere del tempo per sรจ e per gli altri รจ difficile e, questo meccanismo di logoramento ha dei risultati spaventosi. Il progetto quindi, vuole evidenziare quanto questo distacco continuo da noi stessi, possa portare ad un imbruttimento dei luoghi, della mente e delle emozioni. Uno svuotamento continuo di contenuti, di ciรฒ che ci circonda e di ciรฒ che si ha dentro.

Assenza III, 2017